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Trombosi
Anticoagulanti
Forse ti stai facendo molte domande, soprattutto se sei in
terapia anticoagulante da poco. Siccome stai
leggendo queste pagine, probabilmente già sai che esiste un'associazione di
persone anticoagulate, che periodicamente si
riunisce, divulga materiale informativo e può esserti di supporto se ne
senti la necessità.
In questo stesso sito puoi trovare un elenco
delle sedi AIPA e un elenco dei principali Centri
di Sorveglianza. Puoi trovare notizie sul problema che ti ha condotto
alla terapia anticoagulante (protesi valvolari, trombofilia, aritmie ecc) e risposte
da uno specialista a eventuali quesiti irrisolti.
Di seguito sono elencati i quesiti più frequenti che
viene spontaneo porsi soprattutto quando è prevista
una terapia a lungo termine. Le altre informazioni essenziali sono contenute nel
"Vademecum"
per le persone che usano anticoagulanti orali
Tutte le parole che vedi sottolineate sono riferimenti
che puoi consultare semplicemente cliccando con il
mouse.
Per la lista
di raccomandazioni preparata per i pazienti dalla Società Italiana di Medicina
Generale e dalla Federazione dei Centri di Sorveglianza Anticoagulati clicca qui.
Per entrare in contatto con altre persone che usano
anticoagulanti o che hanno tendenza alla trombosi per qualsiasi ragione, iscriviti
alla lista di discussione del nostro gruppo
Questa pagina serve a fornire suggerimenti di
carattere generale e non può tenere conto delle esigenze
specifiche, né essere di riferimento in situazioni particolari
Durante la terapia anticoagulante orale è necessario
quindi di rivolgersi ad un centro specializzato o ad un medico esperto in questo
settore
Dove trovo un centro
specializzato a cui fare riferimento?
Puoi trovare una lista
di centri di riferimento in questo stesso sito, oppure in questa
pagina della Federazione
Centri di
Sorveglianza.
Perché sono necessari controlli
frequenti della coagulazione?
La caratteristica saliente di questi farmaci è che il
loro dosaggio deve essere continuamente adeguato all'effetto anticoagulante
ottenuto, che non solo è differente nei diversi individui, ma può variare in
modo anche significativo nella stessa persona. L'unico modo di controllarne
l'efficacia raggiunta di volta in volta è quello di misurare l'INR (vedi sotto).
Non è possibile evitare questi controlli periodici perché si rischierebbe di
non coprire il rischio trombotico o, al contrario, di esporsi a quello
emorragico nel caso in cui il livello di coagulazione del sangue sia troppo
ridotto.
Esistono momenti particolari (uso di altri farmaci
o variazioni nell'alimentazione)
nei quali è necessario aumentare la frequenza dei controlli, ma gran parte dei
pazienti riesce, in condizioni normali, a mantenere un INR sufficientemente
stabile da permettere intervalli di tempo accettabili tra un prelievo e l'altro.
Cosa è un centro di
sorveglianza?
E' necessario dosare gli anticoagulanti in modo che la
fluidità del sangue sia mantenuta entro limiti definiti (cosiddetto 'range
terapeutico'). Ci sono molte situazioni, nel corso della vita di ogni individuo,
in grado di influenzare in maniera consistente l'effetto di questi farmaci,
aumentando così il rischio connesso con il loro utilizzo. Esistono condizioni
in cui gli anticoagulanti devono essere sospesi temporaneamente, ridotti o
comunque gestiti da persone particolarmente esperte.
Sono stati organizzati in questa prospettiva dei Centri in cui seguire le
persone in TAO, centri che ormai si trovano in tutta Italia e che hanno
accumulato grande esperienza e competenza. Lo scopo essenziale è di ridurre al
minimo le complicanze legate alla terapia.
Per stabilire un contatto con uno di questi reparti vedi la lista
di centri di riferimento
Cosa devo fare di diverso da quello
che facevo prima?
Non è necessario fare niente di diverso, se non
programmare controlli periodici della coagulazione, mantenere una alimentazione
regolare e prestare attenzione ai farmaci che si assumono durante la terapia,
avvisando sempre il medico quando ci sono necessità particolari.
Che succede se devo prendere altri
farmaci?

E' importante avvisare il medico di ogni nuova condizione
che si presenta, che possa causare variazioni di INR (febbre, diarrea ecc). E'
indispensabile chiedere indicazioni prima di prendere nuovi farmaci. Nonostante
in condizioni particolari sia possibile usare (sotto controllo medico) quasi
tutte le categorie di medicinali, praticamente tutti i farmaci sono
potenzialmente in grado di influenzare l'INR. Altri, pur non influenzando
direttamente l'INR, possono aumentare il rischio di emorragie.
Quando sia necessario usare antidolorifici, antipiretici,
antibiotici o altro, si può far riferimento alla lista
di farmaci "suggerita" per i pazienti in terapia
con anticoagulanti orali e distribuita presso ogni centro di sorveglianza (vedi vademecum
per i pazienti in TAO).
Molti messaggi che riceviamo esprimono timore di utilizzare, oltre
all'anticoagulante, farmaci per altre malattie croniche e a volte si preferisce
tollerare sintomi anche importanti per paura delle interazioni farmacologiche.
E' importante sapere che la compresenza di più patologie è una una situazione
piuttosto frequente e che i medici esperti in questo settore, ma anche gli
stessi cardiologi e altri specialisti, sono in grado di controllare gli effetti
di queste interazioni.
Come posso regolarmi in caso di
procedure dentarie?
E' necessario informare il dentista della terapia
anticoagulante e di eventuali altri farmaci che si stanno utilizzando.
Nel caso di pazienti cardiopatici, può essere importante rivolgersi al proprio
medico anche per piccoli interventi apparentemente banali (estrazioni dentarie
ecc) per iniziare eventualmente una adeguata profilassi antibiotica.
Riguardo al range terapeutico durante la procedura, attualmente non si ritiene
necessario sospendere l'anticoagulante, mantenendo l'INR intorno a 2-2.5 e
utilizzando acido tranexamico applicato localmente al momento dell'intervento ed
in seguito facendo 4 sciacqui al giorno per una settimana con una fiala diluita
in una quantità equivalente di acqua. Comunque, ogni caso è da considerarsi a
sé stante e da discutere con il medico che conosce la storia clinica e
controlla la terapia anticoagulante.
Cosa posso mangiare?
Le limitazioni alimentari sono legate più al tipo di
rischio trombotico che ha portato ad intraprendere
la terapia o comunque alle regole generali di prevenzione piuttosto che alla
terapia in sé. Puoi trovare qualche indicazione ulteriore in questo sito (prevenzione).
Ci è stata segnalata più volte la difficoltà di affrontare questo argomento
con i medici o lo smarrimento nell'incontrare opinioni diverse. La ritrosia di
alcuni medici nel rispondere a domande specifiche è probabilmente dettata dal
timore di ingenerare involontarie false convinzioni o pregiudizi sull'utilizzo
di certi cibi. Le opinioni in merito, infatti, sono ancora piuttosto
discordanti.
Nonostante non esistano proibizioni assolute, è bene
sapere che esistono alimenti con contenuto di vitamina
K maggiore rispetto ad altri e che per questa caratteristica, se e consumati in
larga quantità o contemporaneamente, possono indurre temporanee variazioni di
INR. Non è tuttavia necessario né utile ridurre il consumo di
verdure, essenziali in una alimentazione equilibrata
Ciò che viene in genere suggerito (vedi in: "chiedi
all'esperto") è di continuare la propria alimentazione
abituale cercando di mantenere la dieta costante. Ove questo non sia
possibile, basterà aumentare la frequenza dei controlli. Per alcune indicazioni
di carattere generale può essere utile la "tabella"
della Società Italiana di Medicina Generale per le persone in TAO (dieta).
Nel caso siate curiosi di conoscere il contenuto di vitamina K nei principali
alimenti, è a vostra disposizione un elenco
contenente queste informazioni, che tuttavia vi suggeriamo di utilizzare con
buon senso, senza cadere nel tranello di un controllo ossessivo.
Posso viaggiare?
Si può viaggiare tranquillamente, tenendo conto di
eventuali variazioni nelle abitudini alimentari
Posso fare attività fisica?
L'attività fisica, fatta eccezione per le persone con
importanti controindicazioni, è consigliata per il suo ruolo nella prevenzione
dei problemi trombotici. Se eseguita correttamente e in modo costante agisce in
modo complementare alla terapia. Per ovvie ragioni si escludono sport violenti o
che implichino rischio di impatti e quindi di sanguinamenti
Cosa significa INR?
L'esame che serve a misurare il tempo di coagulazione
del sangue è chiamato "attività protrombinica" o "tempo di
protrombina" (PT), espresso in percentuale o in secondi. Per
le persone in terapia anticoagulante orale si usa spesso un altro parametro più
preciso: l'INR. La sigla 'INR' sta per 'International Normalized Ratio'
ed esprime un rapporto tra il tempo di coagulazione di un soggetto in terapia ed
un PT di controllo, adattato e trasformato in base a standard di riferimento, in
modo da minimizzare le differenze di laboratorio. Per fare un esempio, una
persona con INR pari a 2 ha un tempo di coagulazione approssimativamente doppio
rispetto alla norma. Valori maggiori (e al contrario valori decrescenti di PT)
indicano che il sangue è sempre meno coagulato.
Capita di incontrare laboratori o medici che usano basarsi
sulla sola attività protrombinica. Se vi trovate in difficoltà per questa
ragione (l'INR costituisce un riferimento comparabile anche per laboratori
differenti), non abbiate timore di far notare loro con discrezione e delicatezza
che i centri di sorveglianza dei pazienti in terapia usano praticamente solo
l'INR e che sarebbe "poco pratico" regolare la terapia su un altro
parametro
E possibile fare controlli in
laboratori diversi?
Sì, se il risultato è espresso in INR.
C'è un modo di controllare l'INR
autonomamente?
Esiste un apparecchio che consente la misurazione
dell'INR mediante prelievo di sangue capillare da un dito, simile a quello usato
dalle persone diabetiche per la glicemia. Il costo dello strumento e delle
strisce necessarie per i test è attualmente a carico del paziente.
Il mio INR è molto instabile: cosa
sto facendo di sbagliato?
Date per scontate le regole generali da seguire durante
la terapia anticoagulante (vedi alimentazione
e farmaci) ciò che di più
saggio resta da fare è adattarsi a controlli un pò più frequenti.
Nelle sale di attesa c'è sempre un 'vicino di sedia' che prende un quarto di
compressa da 10 anni e fa i controlli ogni 4 settimane perché estremamente
stabile con i valori di INR. Non farti prendere dall'ansia cercando le ragioni
per cui questo non accade anche a te; ogni persona fa caso a sé ed è
perfettamente inutile farsi consigliare ricette dal fortunato paziente. Conviene
abbandonare conversazioni frustranti e parlare d'altro.
Suggeriamo di leggere risposte specifiche sull'argomento nella pagina delle
vostre domande
Controindicazioni alla TAO
La valutazione dell'opportunità della TAO e dei suoi
benefici compete ai medici che prescrivono e gestiscono la terapia, ma è
necessario per chi usa questi farmaci sapere che ci sono alcune condizioni
(gravidanza, abuso di alcolici, ulcera, disturbi mentali ecc.) in cui l'impiego
di anticoagulanti è controindicato.
Esiste una serie di ulteriori controindicazioni assolute o relative, per cui è
importante che il medico conosca la storia medica e le abitudini del paziente.
Effetti collaterali
Il rischio più ovvio è quello emorragico, che può
essere ridotto moltissimo con una buona gestione della terapia. Solo in casi
molto rari si verificano reazioni importanti di altro genere, che devono essere
valutate dallo specialista. Nella grande maggioranza dei casi non c'è alcun
effetto collaterale nè reazioni allergiche. Possono talvolta comparire eritemi
o una perdita di capelli particolarmente evidente.
Attenzione a:
Fai attenzione ai salti di dose. Se capita di
dimenticare il farmaco non prendere mai una dose maggiore nel tentativo di
compensare quella non presa.
Cerca di prendere l'anticoagulante alla stessa ora (lontano dai pasti); questo
è utile per mantenere i valori costanti ed inoltre crea una sorta di riflesso
condizionato che aiuta a ricordare le assunzioni giornaliere.

Attento a tisane ed infusi, che possono sembrare del tutto innocui, ma
potrebbero avere effetti destabilizzanti sull'INR.
Attenzione alle iniezioni intramuscolari: se possibile meglio evitarle. Non ci
sono problemi per le vaccinazioni, che potrebbe essere consigliabile praticare
sottocute o in un muscolo (es deltoide) ben visibile e, se necessario,
facilmente comprimibile.
Puoi trovare altri importanti suggerimenti cliccando qui.

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